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venerdì 25 agosto 2017

Ricordi, mestieri dimenticati e libere interpretazioni - I miei burattini da dita


La prima volta che ho assistito ad uno spettacolo di burattini è stata nella Casa di Pulcinella di Bari. Ero lì di passaggio insieme alla compagna universitaria, coinquilina nonché amica che mi ha fatto conoscere il teatro di figura.
Era in corso uno spettacolo per scolaresche e, nonostante non fossimo al Granteatrino per assistere alla rappresentazione, è stato inevitabile sbirciare dietro il tendone ed essere rapite dallo spazio scenico, dai movimenti, dalle voci, dalle luci.

La prima volta che ho tenuto tra le mani un burattino è stata durante la seduta di laurea della stessa compagna universitaria, coinquilina, nonché amica che mi ha fatto conoscere il mondo dei burattini e dei burattinai.
Una giornata ricca di emozioni: la prima della casa a laurearsi, il frutto di un lungo lavoro, la passione, la soddisfazione e poi lui, Federico, a fare capolino tra le prime panche dell'aula.

Ma che domande ragazzi!
Che cosa c'è di strano?
Sì, un burattino in un'aula universitaria.
D'altronde era lui il protagonista!
Lui era la tesi.

Non voglio ora dilungarmi sulla valenza educativa del burattino, sulla sua componente animistica, sui meccanismi di identificazione e proiezione che esso attiva ... Voglio semplicemente condividere un periodo della mia vita, uno di quei momenti che sembrano non appartenere al passato, che restano quasi sospesi e che continuano a vivere in ciò che siamo diventati.
Per questo, sfoglio insieme a voi un vecchio libro risalente a quegli anni, lascio che riaffiorino i ricordi e provo la stessa ammirazione di allora per chi si dedica al mestiere di burattinaio. Un mestiere dimenticato e spesso screditato, mal compreso. Un mestiere che non si improvvisa, ma che richiede dedizione, molteplici competenze (capacità attoriale, drammaturgica, artigianale, registica), anni di studi e tanta, tanta esperienza.


A dire il vero, ho tra le mani quel libro già da un po' e ... sfoglia oggi, sfoglia domani - da persona curiosa che sono - ho desiderato provare e sperimentare.
Così, senza la pretesa di costruire un buratto professionale, mi sono lanciata in una libera interpretazione ed ho realizzato qualcosa di più semplice.


Da un bozzetto di base e strati di pannolenci, da un tessuto colorato e qualche ritaglio, sono nati i miei primi burattini da dita e la loro comoda custodia.


Un maiale, una mucca, una gallina, un'oca, una pecora ed un cavallo sono colorati compagni di gioco da muovere e animare con le dita: potenziali protagonisti di grandi avventure.


Solitamente le mie creazioni sono pezzi unici, ma questa volta mi sono divertita talmente tanto che ho messo su una vera e propria fattoria degli animali! E già penso a quali altri soggetti e ambientazioni potrei realizzare.


Sull'onda di questa travolgente ispirazione, vi saluto amici creativi e vi do appuntamento al prossimo progetto.

- - -  - - -  - - -  

Oh, che sbadata!
Vi state chiedendo che fine ha fatto Federico, vero?
Beh, nonostante gli anni trascorsi, è in perfetta forma e continua a regalare emozioni al suo piccolo pubblico.
Dove?
La sua casa è Nutrimente, l'associazione culturale della compagna universitaria, coinquilina, nonché amica con cui piacevolmente condivido ricordi sospesi nel tempo.











venerdì 10 febbraio 2017

Nascite, orsi e pranzi di famiglia

Se un libro mi piace, sulla prima pagina segno sempre la data in cui ne incomincio la lettura.
Per tale motivo, so dirvi con certezza che il primo luglio del 2013 iniziavo a leggere Il riso di zia Palma. Qualche giorno dopo ricevevo la notizia che presto sarei diventata zia.
Io, zia! E per giunta "la zia sorella del padre".
Quando si dice ... i casi della vita!

Quelle pagine le porto nel cuore. E non solo perché sono state per me premonitrici.
Francisco Azevedo racconta la storia della famiglia di Antonio: una famiglia fatta di matrimoni, di figli e di nipoti; fatta di litigi e di riappacificazioni, di partenze e di ritorni a casa; una famiglia fatta di tanti ingredienti e di ricette riuscite a volte bene, a volte male.
Insomma "un piatto difficile da cucinare" come lo sono tutte le famiglie del mondo. 

Tre anni più tardi, con l'arrivo di un altro nipotino, ho tirato giù dallo scaffale Il riso di zia Palma, ho riletto qualche passo piluccando qua e la e ho ripensato alla famiglia di Antonio.



Quando meno ce lo aspettiamo, nei momenti di calma apparente, la vita alza la fiamma e trova "un modo di entusiasmarci e di stuzzicarci l'appetito". 
E' meraviglioso, non trovate?
Così, sentendo arrivare l'acquolina, mi sono rimboccata le maniche e ho acceso i fornelli della creatività. Dopo qualche ricerca in rete, disegni, prove e aggiustamenti vari, ecco servita la mia nuova creazione: un fiocco nascita un po' diverso dal solito.



Un'impronta d'orso applicata ad un vaporoso pon pon di tulle, da appendere dietro la porta di casa per annunciare il nuovo arrivato;



e un morbido faccione d'orso da usare come decorazione per la culla oppure come cuscino arredo per la cameretta.



Dopo tutto questo parlare di ingredienti, di piatti e di ricette non è venuta fame anche a voi?
A me è venuta voglia di organizzare un bel pranzo di famiglia. Apparecchiare la tavola, assegnare i posti, preparare i piatti preferiti e, prima di iniziare a mangiare, alzare i calici e brindare:

"A quelli che se ne sono già andati, a noi che siamo qui e a quelli che ancora devono arrivare. Siamo tutti una famiglia."

Buona vita Andrea!





P.S. Tra virgolette sono segnate le citazioni del libro Il riso di zia Palma di Francisco Azevedo.




venerdì 6 gennaio 2017

Chicche di Natale

Da bambini l'Epifania aveva un sapore dolce e amaro: dolce per la calza piena di cioccolatini; amaro per i pezzi di carbone, per l'imminente rientro a scuola dopo giorni di pigri risvegli, per gli addobbi natalizi da riporre negli scatoloni ...
Da adulti le feste si vivono con uno spirito diverso, ma, nonostante ciò, il 6 gennaio è sempre un giorno velato di malinconia: un giorno in cui il pensiero per tutto ciò che ci lasciamo alle spalle si accompagna all'attesa delle novità che il nuovo anno potrebbe riservare.
Per chiudere nel migliore dei modi questa giornata di transizione, vi mostro parte della mia produzione di regali: le Chicche di Natale.


Le Chicche di Natale sono un progetto di Laura Mori che ho scoperto seguendo la sua pagina facebook. Conquistata dalla loro bellezza, mi sono recata nel suo angolo creativo a Milano e ho acquistato tutto il necessario per realizzarle.
Pensando di farne piccoli regali da destinare ai cari, le ho cucite con cura e custodite in gran segreto per non rovinare la sorpresa.


Si tratta di morbide decorazioni, caratterizzate da una base di flanella e quattro diversi soggetti:

un pupazzo di neve che saluta l'inverno


un uccellino che si posa su un naso di carota


un alce infreddolito


e l'immancabile Babbo Natale


Ogni chicca è arricchita da un grande fiocco e può adornare una ghirlanda, un dietro-porta o un angolo poco colorato della casa.


Può piacere o meno, ma un oggetto fatto a mano è sempre un dono fatto col cuore.


Alla prossima!



 

mercoledì 9 novembre 2016

I compiti a casa - Il cestino alberello

Dopo aver assistito alla prima dimostrazione creativa, di cui ho ampiamente parlato un paio di post fa (cliccate qui se volete rileggerlo), ho deciso di inaugurare una nuova rubrica dal titolo "I compiti a casa".
L'idea è realizzare progetti tratti da riviste o libri, seguire i consigli di chi è più esperto di me e, naturalmente, condividere l'esperienza con voi mostrandovi i miei "compiti a casa"!

Probabilmente i progetti inseriti in questa rubrica avranno poca attinenza con lo spirito educativo e ludico con cui nasce questo blog. Saranno piuttosto elementi decorativi o di uso pratico, la cui realizzazione però mi permetterà di misurarmi con tecniche diverse e di acquisire strumenti utili per le mie creazioni future.
Si tratterà di un momento di puro esercizio ... d'altronde com'è possibile migliorarsi senza fare un po' di pratica?


Allora che ne dite? Vi piace l'idea?

Ebbene amici creativi, in attesa del vostro riscontro, mi sono portata avanti.
Lo scorso sabato ho fatto visita alle ragazze del Tacabutun ed oggi vi mostro i miei compiti a casa!


L'oggetto della dimostrazione è stato un pratico cestino in feltro, decorato da un alberello realizzato con la tecnica dell'appliqué.
Per me, l'occasione di creare per la prima volta con il feltro spesso ed esercitarmi con le applicazioni.


Dopo aver fatto attenzione a ricavare dal foglio di feltro una sagoma dai bordi netti ed essermi concentrata per assemblare in modo armonico la chioma dell'albero, non poteva mancare qualche personalizzazione: non ho usato colla a caldo per assemblare il cestino, ma l'ho cucito a mano con punti invisibili (sul feltro spesso sono molto semplici da realizzare); ho rifinito l'alberello ripassando i bordi con la macchina da cucire; ho aggiunto due bottoni laterali e, naturalmente, la mia etichetta sul fondo.

Ehi, ma chi fa capolino dal mio cestino natalizio?

Ve lo ricordate? E' l'omino di pan di zenzero!


I colori che ho scelto per questo cestino - Ebbene sì, lo ammetto! Adoro il marrone e tutte le sue sfumature! - richiamano talmente tanto quelli degli addobbi natalizi realizzati lo scorso annoche non ho resistito alla tentazione di fotografarli insieme!

Ed eccoli qui, ritratti in una bella foto di gruppo.


Non perdete la scia amici creativi!
L'appuntamento è per la prossima esercitazione!





martedì 18 ottobre 2016

Lo sbieco, questo sconosciuto - Resoconto di una dimostrazione creativa

Buongiorno amici creativi!
Avevo promesso di postare altri giochi a tema Halloween, ma oggi apro una breve parentesi per raccontarvi un pomeriggio diverso dal solito.



Laura e Laura sono le ragazze del Tacabutun, così mi piace chiamarle.
Varcando la soglia del loro negozio creativo si resta a bocca aperta, incantati dal materiale esposto e dalle creazioni che spuntano da ogni angolo. E più ci si guarda intorno, più si percepisce la passione di due ragazze che, 5 anni fa, hanno con coraggio tirato fuori dal cassetto il loro sogno determinate a realizzarlo.

Il sabato pomeriggio al Tacabutun ricorre un appuntamento allettante per tutti gli appassionati di cucito creativo: Laura e Laura presentano un progetto e ne mostrano passo passo la realizzazione.



Non avevo mai partecipato ad una dimostrazione e questa volta ho deciso di non mancare l'incontro.
Per me è stato un momento speciale, quasi una rivelazione perché sono fisicamente entrata in contatto con un mondo fin'ora conosciuto attraverso i post, i video tutorial, i libri e le riviste specializzate.
E' stato bello avere conferma che, dietro il materiale di cui mi sono nutrita in questi anni per accrescere la mia passione, ci sono persone reali con cui condividere interessi, scambiare opinioni e fare nuove esperienze.

Sabato ho assistito alla realizzazione di un porta posate e tovagliolo a tema natalizio: un'idea per arricchire la tavola delle feste.
Il progetto mi ha molto interessato per l'applicazione dello sbieco che non avevo mai messo prima. Così domenica, determinata a "fare amicizia" con questo perfetto sconosciuto, ho fatto i compiti a casa cimentandomi nell'impresa.

E' stato impossibile resistere alla tentazione di immortalare il momento cruciale ...


e, anche se fino all'ultimo punto non ho creduto nelle mie capacità, alla fine ce l'ho fatta! 
Evidentemente l'impegno è stato premiato!



Nel realizzare il progetto ho apportato una modifica per adattarlo alle mie esigenze. Ho inserito una fodera interna per dare al contenitore maggiore sostegno e destinarlo anche ad usi diversi.



Per il momento vi ho riposto il materiale avanzato dalla mia esercitazione, ma, trattandosi di un contenitore a tema natalizio, ben presto potrei usarlo per confezionare un regalo speciale o come busta da lasciare sotto l'albero con dentro la letterina e i biscotti per Babbo Natale ...

Adesso torno ai progetti lasciati in stand by e, con grande entusiasmo, attendo di trascorrere un altro sabato pomeriggio all'insegna della creatività.



Seguite la scia amici creativi ... alla prossima!

P.S. Se siete in zona, vi invito a conoscere di persona Laura e Laura; in alternativa seguitele sulla pagina facebook


  



giovedì 25 febbraio 2016

La trappola delle festività


Ebbene sì!
Come tutti i neofiti creativi, sono caduta anch'io nella trappola delle festività!
Ho concluso l'autunno con il racconto dell'orripilante compagnia, annunciato il Natale servendo pandoro e panettone e rallegrato il Carnevale con delle chiacchiere molto speciali.
Adesso un'altra festività è alle porte e per voi non sarà difficile indovinare cosa proporrò in questo post.

Banale? 
Forse, ma tanto tanto divertente!
Come ai tempi della scuola, quando tutto ruotava intorno ai giorni di festa. Le finestre della classe assumevano colori diversi ad ogni stagione e i lavoretti annunciavano una ricorrenza da festeggiare o l'avvicinarsi di un periodo di vacanza.

A ricordare quei tempi spensierati, voglio abbellire queste mura virtuali con degli elementi decorativi. Il tema è quello pasquale, naturalmente.


Per l'occasione ho scelto dei soggetti classici: l'uovo, la colomba, il coniglio e la campana. Li ho arricchiti con semplici ricami dalle sfumature delicate.


Li trovo adatti sia per decorare un angolo della casa, che assemblati in una ghirlanda o un dietro porta. Oppure a formare un grazioso centrotavola che preannunci l'arrivo della primavera.


Sì, perché la Pasqua è anche sinonimo di primavera: è risveglio, slancio, desiderio di novità. E di novità nella imminente primavera di edulude ce ne saranno molte ...

Continuate a seguirmi cari amici per scoprire ciò che ho in serbo per voi!




martedì 9 febbraio 2016

Che ne dite di due chiacchiere?



500 g di farina
2 uova intere
2 cucchiai di zucchero
...

Oh, no! E' successo di nuovo!

Tranquilli amici, non siete stati reindirizzati per errore in un blog di cucina. Sono sempre Sara e vi trovate in edulude, il mio laboratorio creativo.

E allora che cos'è quella lista di ingredienti in cima al post?

Potrei chiamarla ... effetto carnevale. 
Avete presente? 
Quella voglia di trasformazione, di indossare una maschera per vedere che effetto fa il cambiamento, di giocare con diverse identità, di recitare una parte per poi tornare ad essere se stessi.

L'effetto carnevale mi ha colpito stamattina: per un attimo ho desiderato assumere i comportamenti di una bambina. Ho avuto voglia di addentare una chiacchiera croccante, produrre un gigantesco sbuffo di zucchero a velo e seminare per tutta casa briciole appiccicose come fossero coriandoli.

Poi sono tornata in me e, con ago e filo in mano, ho festeggiato a modo mio il carnevale.



Punto dopo punto sono nati:

il signor Cencino

e la signora Frappa
 

Adesso è tutto pronto per gli ultimi festeggiamenti.
Buon martedì grasso a tutti!

Alla prossima.










domenica 20 dicembre 2015

Dolce Natale


Mancano pochi giorni al Natale e a breve pandoro e panettone saranno i protagonisti indiscussi di pranzi e cenoni. Nella sfida più dolce dell'anno qualcuno farà a gara per accaparrarsi l'ultima fetta candida e profumata, mentre altri ripuliranno il piatto da portata da uvetta e canditi piluccando tra le briciole cadute.

Ma se i dolci tipici della tradizione faranno bella mostra di sé sulle tavole delle feste per deliziare occhi e palato di golosi e buongustai, perché non adornare di tali dolcezze anche alberi e ghirlande?
Ed ecco a voi appena sfornati ... ehm ... cuciti:

 un elegante e soffice pandoro
cosparso di impalpabile zucchero a velo


ed un rustico panettone
dal cuore ricco, morbido e succoso.



E per chi non si accontenta e, ai soffici lievitati, preferisce un biscotto fragrante e speziato? 
Niente paura! I golosi più esigenti non rimarranno a bocca asciutta.
Edulude ha pensato anche a loro realizzando un simpatico omino di pan di zenzero.


Adesso non vi resta che scegliere il vostro dolce preferito e poi gustarlo in compagnia.

   

Buone feste!

mercoledì 2 dicembre 2015

E' dicembre. Ci prepariamo al Natale.


Le luminarie colorate, le luci sui balconi, le musiche natalizie, gli alberi addobbati nelle piazze e dietro le finestre, le vetrine innevate, l'odore dei biscotti speziati che inonda le strade ... ci ricordano che dicembre è arrivato e ci accompagnano dolcemente verso il periodo più entusiasmante dell'anno.

A dicembre si ha voglia di casa, di famiglia, di amicizie ritrovate, di tempi lenti, di abbracci, di giornate trascorse intorno a tavole imbandite.
E' dicembre ed è il momento di rendere calde e accoglienti le nostre case, ricreando quella magica atmosfera che ci fa tornare tutti un po' bambini.
Come un rito che si ripete ogni anno con un ritmo sempre uguale e rassicurante, tiriamo fuori gli scatoloni impolverati pieni di addobbi dimenticati, facciamo spazio per l'albero e il presepe, accendiamo qualche candela profumata e, sulle note della pastorale, ci prepariamo a rendere unico il nostro Natale.

Non sono un tipo da lustrini e paillette e non amo i decori patinati. Prediligo materiali rustici, grezzi, ruvidi, resistenti: trovo che siano gli unici a trasmettere vero calore. 
Così ogni anno il mio Natale si riveste di corteccia, di legno, di spago, di paglia e si arricchisce di piccoli ornamenti realizzati a mano: oggetti che conferiscono all'ambiente un tocco del tutto personale.

A voi che traete soddisfazione dal creare semplici decori con le vostre mani, propongo delle palle natalizie facili da realizzare.
Sono composte da una catenella di spago lavorata all'uncinetto e poi fissata con colla a caldo su una sfera di polistirolo fino a coprirne l'intera superficie. Per donare un tocco di colore, un doppio fiocco realizzato con un nastro.


Con il loro carattere rustico, le trovo adatte a valorizzare il mio ambiente. 
Volete vederle?
Eccole qui ad adornare la mia ghirlanda.



Voi a che punto siete con i preparativi?
Avete attivato la "modalità natalizia" in largo anticipo o vi dedicherete alle decorazioni non prima dell'ultima settimana?


mercoledì 16 settembre 2015

Un arcobaleno: il dono meraviglioso della mia estate


Ben ritrovati amici!

L'autunno è alle porte ed è arrivato il momento di riprendere ago e filo, tirar fuori i cartamodelli dimenticati, pensare a nuovi progetti e risvegliare la creatività.
Ma ammettiamolo! I nostri pensieri sono ancora rivolti all'estate.

Caratterizzata da giornate di sole o di pioggia, di caldo o di freddo, di divertimento o di studio, di ozio o di lavoro ... trascorsa al mare o in montagna, in vacanza o in città, poco importa. Il mese di settembre penseremo ancora all'estate.
Allora facciamo in modo che essa duri ancora un po'.
Chiudiamo gli occhi e ripercorriamo con la mente gli eventi più belli.
Non siate negativi, coraggio! Scavate a fondo tra i ricordi!
Trovato qualcosa? 
Adesso scegliamone uno e abbiniamolo ad una parola.
Perfetto!
La "nostra parola" ha appena assunto un nuovo e personalissimo significato e d'ora in poi, anche se usata in contesti diversi, saprà regalarci un'emozione.

Come dite? 
Siete curiosi di sapere qual è la parola della mia estate?
Vi accontento subito: arcobaleno.

Ho vissuto un momento a dir poco magico questa estate: per la prima volta ho visto l'origine ben definita di un arcobaleno e nello stesso tempo un arcobaleno doppio. Uno spettacolo della natura reso ancora più suggestivo dal luogo: una terra in cui si narrano leggende riguardo tesori nascosti, folletti e arcobaleni. 
Adesso ho occhi nuovi con cui guardare il cielo durante le giornate di pioggia ... il dono meraviglioso della mia estate.

Aspettando le prime piogge autunnali per immaginare spiritelli barbuti, dispetti e pentole d'oro, mi sono messa all'opera e ho realizzato un regalo per una bimba nata da poco. Facile indovinare a cosa mi sono ispirata.


Due simpatiche nuvolette a carattere temporalesco,


qualche goccia di pioggia che cade ancora dal cielo,


la luce che si rifrange in 7 letterine colorate ...


... e all'improvviso il sereno.







domenica 14 giugno 2015

Prime esperienze religiose: una Madonnina in pannolenci

Il compleanno, la prima pappa, i primi passi, la prima parola, un dentino che cade, la pipì nel vasino ... ogni occasione è buona per pensare ad un regalo originale e personalizzato con cui fermare il ricordo di un momento nel tempo.

Lo spunto per il lavoro che oggi vi mostro, è stato offerto da una circostanza davvero speciale: la presentazione ufficiale della cameretta nuova agli zii.
Volevo realizzare per i miei nipoti un qualcosa da condividere.
Ho pensato alle loro abitudini di gioco, agli spazi comuni, alle attività che svolgono durante la giornata e mi sono soffermata sulla routine che precede il momento della nanna. Il pigiamino, il latte, la lettura di una storia, la preghierina e poi la buonanotte.
Deciso! Avrei realizzato una Madonnina da appendere alle pareti colorate: una Madonnina a vegliare sul loro sonno e sui momenti di gioco, alla quale dedicare i pensieri e i propositi serali.

Icone religiose per i più piccoli e per di più in pannolenci?
Perché no!?

Chi aderisce ad una religione sente il bisogno di rappresentare in immagini e di contemplare attraverso esse l'oggetto della propria fede. 
Le immagini sacre sono essenzialmente simboli che riproducono momenti, figure e personaggi emblematici della tradizione religiosa.
In quanto simboli, esse permettono di accedere in modo facilitato e di comprendere i momenti salienti della vita religiosa e tutti i messaggi ad essa correlati.

Se durante l'età adulta l'immagine svolge un ruolo fondamentale nella trasmissione e nella comprensione di messaggi e di concetti, ciò è vero soprattutto durante l'infanzia e la fanciullezza. In tale periodo, infatti, il bambino è capace di una conoscenza pratica che avviene attraverso la percezione immediata di tutto ciò che lo circonda e si prepara a sviluppare una conoscenza rappresentativa degli oggetti di cui fa esperienza.

Pertanto penso che, proporre ai più piccoli un'icona sotto forma di una rappresentazione figurativa elementare, lineare e delicata che susciti curiosità e tenerezzapossa essere molto di più di un momento piacevole e ludico.
Mostrare e raccontare il sacro ai bambini e farlo attraverso immagini ad essi adatte, può diventare una vera e propria esperienza educativa utile a favorire lo sviluppo del senso religioso.

Tempo fa, in uno dei miei voli pindarici alla ricerca di idee interessanti, mi sono imbattuta in un bellissimo video realizzato da una tv brasiliana. A tale lavoro mi sono ispirata per creare la mia Madonnina.
Come di consueto, prima di prendere in mano forbici, ago e filo, mi sono servita di foglio e matita per dare forma alla mia idea: realizzare una figura dalle linee semplici, impreziosita da piccole decorazioni e dal cui volto trasparisse dolcezza e tenerezza.

Dal disegno, la traduzione della mia idea in tessuto.



Il mio piccolo dono è stato accolto con entusiasmo ed è stato emozionante osservare Andrea prendere la Madonnina tra le braccia, stringerla a sé e cullarla.

Nulla è più vero della reazione spontanea di un bambino.







martedì 12 maggio 2015

Ricucire le distanze

Vi ho fatto un po' attendere prima di pubblicare un nuovo post perché nei giorni scorsi mi sono dedicata ad un progetto di cui parlerò a breve. 
Nel frattempo voglio sottoporvi un quesito:
secondo voi, può la lontananza, intesa come distanza fisica, ridurre gli affetti?

La lontananza fisica è la condizione dell'essere distanti da un luogo, dalla famiglia o da una persona cara. Per molti resta una "eterna sconosciuta", mentre altri hanno dovuto farci i conti.
Qual è la vostra esperienza in proposito?
Vi ricordate com'è andata?
Io penso di saperlo. L'avete sperimentata; vi siete fatti incuriosire da essa; è stata cambiamento; l'avete odiata, a volte desiderata ... e proprio come in un rapporto tra amanti, è finita per diventare la vostra compagna di vita.
Credo che sposare la lontananza sia un vero atto d'amore. E' un impegno quotidiano. Come un appello, è richiamare alla mente i luoghi e le persone care, avere per loro un pensiero e prendersene cura giorno dopo giorno.
Perché la vicinanza è una condizione mentale che, al pari degli affetti, ha bisogno di essere costantemente nutrita per crescere e solidificarsi.

Vi starete chiedendo: cosa ha a che fare tutto ciò con il cucito creativo?

Ci sono diversi modi per azzerare le distanze. Ciascuno ha il proprio e le modalità cambiano a seconda delle situazioni, degli stati d'animo e delle fasi di vita.
E' possibile trovare la vicinanza nel dialogo, nel confronto di idee, nella condivisione, negli interessi comuni, nella solidarietà. A volte io la trovo nei miei manufatti.
Realizzare un festone per la nascita della sua bambina, dedicarmi ad esso nell'ultimo periodo della sua gravidanza e pensarla "punto dopo punto" in un momento tanto importante per la sua vita, è stato per me un modo di essere vicina ad una persona che nel tempo è diventata una cara amica, pur essendo sempre, costantemente ed inevitabilmente lontana.

Per celebrare la nascita della piccola Giorgia, ho pensato ad una composizione semplice e leggera: due graziose farfalle, unite da un filo di cotone lanato, spiccano il volo portando con se le letterine decorate.


Grazie alle due asole applicate sul retro delle farfalle, il banner può essere appeso e utilizzato come dietro-porta per la cameretta o come elemento decorativo di una parete.


Prendendo spunto da diversi lavori trovati in rete, ho disegnato un cartamodello personalizzato delle farfalle, mentre per decorare le letterine, ho provato svariati accostamenti fino a raggiungere un equilibrio armonioso. 
La scelta dei colori non è stata semplice perché volevo usare tonalità delicate, ma allo stesso tempo creare dei contrasti. Alla fine ho osato con un tocco di marrone e il risultato mi è sembrato perfetto. 
Non so voi, ma io adoro tale abbinamento!
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