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venerdì 4 agosto 2017

Un ippopotamo, un lungo viaggio e una missione


Nel post che ha dato il via al mio blog, mi presentavo a tutti voi come una zia.
Ebbene, non potevo scegliere appellativo migliore!
I tre nipotini di quel lontano aprile 2015 sono cresciuti, da poco sono diventati quattro e ben presto saranno cinque.
Non posso prevedere quali grandi avventure riserverà loro il futuro, ma di una cosa sono certa: saranno sempre le mie piccole muse ispiratrici.


Che vi dicevo?
Sì, sono in grado di accendere fiammelle ancor prima di nascere.


Un pensiero, un'emozione, il desiderio di condividere e partecipare ... basta un attimo per essere rapiti dall'ispirazione e, a quel punto, non si può far altro che creare.
Solo che, se certe muse ispirano poesie, opere d'arte o splendide canzoni, la mia - che non si prende mai troppo sul serio - mi ha suggerito un personaggio buffo e una missione: un ippopotamo a pois pronto ad affrontare un lungo viaggio per portare una carezza ad un pancione.



Il risultato?
Un fiocco nascita, come sempre fuori dagli schemi: un morbido faccione, due grandi zampe e il nome della nipotina che sta per arrivare.


E adesso che l'inviato speciale è arrivato a destinazione compiendo con successo la sua missione ... adesso che cosa si fa?


Beh, adesso conviene scegliere una posizione comoda, quella che più aggrada: con la testa in giù, con i piedi in su ... l'importante è che sia comoda.
Perché? 
Perché restiamo così, pazientemente sospesi, in attesa del prossimo slancio creativo.
E quello sì, sarà una meraviglia.




mercoledì 16 settembre 2015

Un arcobaleno: il dono meraviglioso della mia estate


Ben ritrovati amici!

L'autunno è alle porte ed è arrivato il momento di riprendere ago e filo, tirar fuori i cartamodelli dimenticati, pensare a nuovi progetti e risvegliare la creatività.
Ma ammettiamolo! I nostri pensieri sono ancora rivolti all'estate.

Caratterizzata da giornate di sole o di pioggia, di caldo o di freddo, di divertimento o di studio, di ozio o di lavoro ... trascorsa al mare o in montagna, in vacanza o in città, poco importa. Il mese di settembre penseremo ancora all'estate.
Allora facciamo in modo che essa duri ancora un po'.
Chiudiamo gli occhi e ripercorriamo con la mente gli eventi più belli.
Non siate negativi, coraggio! Scavate a fondo tra i ricordi!
Trovato qualcosa? 
Adesso scegliamone uno e abbiniamolo ad una parola.
Perfetto!
La "nostra parola" ha appena assunto un nuovo e personalissimo significato e d'ora in poi, anche se usata in contesti diversi, saprà regalarci un'emozione.

Come dite? 
Siete curiosi di sapere qual è la parola della mia estate?
Vi accontento subito: arcobaleno.

Ho vissuto un momento a dir poco magico questa estate: per la prima volta ho visto l'origine ben definita di un arcobaleno e nello stesso tempo un arcobaleno doppio. Uno spettacolo della natura reso ancora più suggestivo dal luogo: una terra in cui si narrano leggende riguardo tesori nascosti, folletti e arcobaleni. 
Adesso ho occhi nuovi con cui guardare il cielo durante le giornate di pioggia ... il dono meraviglioso della mia estate.

Aspettando le prime piogge autunnali per immaginare spiritelli barbuti, dispetti e pentole d'oro, mi sono messa all'opera e ho realizzato un regalo per una bimba nata da poco. Facile indovinare a cosa mi sono ispirata.


Due simpatiche nuvolette a carattere temporalesco,


qualche goccia di pioggia che cade ancora dal cielo,


la luce che si rifrange in 7 letterine colorate ...


... e all'improvviso il sereno.







martedì 12 maggio 2015

Ricucire le distanze

Vi ho fatto un po' attendere prima di pubblicare un nuovo post perché nei giorni scorsi mi sono dedicata ad un progetto di cui parlerò a breve. 
Nel frattempo voglio sottoporvi un quesito:
secondo voi, può la lontananza, intesa come distanza fisica, ridurre gli affetti?

La lontananza fisica è la condizione dell'essere distanti da un luogo, dalla famiglia o da una persona cara. Per molti resta una "eterna sconosciuta", mentre altri hanno dovuto farci i conti.
Qual è la vostra esperienza in proposito?
Vi ricordate com'è andata?
Io penso di saperlo. L'avete sperimentata; vi siete fatti incuriosire da essa; è stata cambiamento; l'avete odiata, a volte desiderata ... e proprio come in un rapporto tra amanti, è finita per diventare la vostra compagna di vita.
Credo che sposare la lontananza sia un vero atto d'amore. E' un impegno quotidiano. Come un appello, è richiamare alla mente i luoghi e le persone care, avere per loro un pensiero e prendersene cura giorno dopo giorno.
Perché la vicinanza è una condizione mentale che, al pari degli affetti, ha bisogno di essere costantemente nutrita per crescere e solidificarsi.

Vi starete chiedendo: cosa ha a che fare tutto ciò con il cucito creativo?

Ci sono diversi modi per azzerare le distanze. Ciascuno ha il proprio e le modalità cambiano a seconda delle situazioni, degli stati d'animo e delle fasi di vita.
E' possibile trovare la vicinanza nel dialogo, nel confronto di idee, nella condivisione, negli interessi comuni, nella solidarietà. A volte io la trovo nei miei manufatti.
Realizzare un festone per la nascita della sua bambina, dedicarmi ad esso nell'ultimo periodo della sua gravidanza e pensarla "punto dopo punto" in un momento tanto importante per la sua vita, è stato per me un modo di essere vicina ad una persona che nel tempo è diventata una cara amica, pur essendo sempre, costantemente ed inevitabilmente lontana.

Per celebrare la nascita della piccola Giorgia, ho pensato ad una composizione semplice e leggera: due graziose farfalle, unite da un filo di cotone lanato, spiccano il volo portando con se le letterine decorate.


Grazie alle due asole applicate sul retro delle farfalle, il banner può essere appeso e utilizzato come dietro-porta per la cameretta o come elemento decorativo di una parete.


Prendendo spunto da diversi lavori trovati in rete, ho disegnato un cartamodello personalizzato delle farfalle, mentre per decorare le letterine, ho provato svariati accostamenti fino a raggiungere un equilibrio armonioso. 
La scelta dei colori non è stata semplice perché volevo usare tonalità delicate, ma allo stesso tempo creare dei contrasti. Alla fine ho osato con un tocco di marrone e il risultato mi è sembrato perfetto. 
Non so voi, ma io adoro tale abbinamento!

martedì 28 aprile 2015

Riflessioni, nascite e biglietti di auguri

Chi non ama i messaggi preconfezionati, sa quanto è difficile scrivere un biglietto di auguri. Perché l'augurio è un dono personale e personalizzato che racchiude in sé pensieri, sentimenti, legami: è un dono che implica guardarsi dentro e scavare a fondo per portare alla luce un messaggio puro.
Augurare è desiderare per l'altro qualcosa di bello ed è un po' come donare se stessi: è il desiderio di condividere ciò che per noi ha un senso ed un valore. Per poter augurare, quindi, è necessario attribuire un significato agli eventi e ciò presuppone l'aver fatto delle riflessioni in proposito.
Nel caso di una nascita, un biglietto di auguri comporta riflessioni sulla vita. E proprio su tale concetto ho dovuto riflettere a lungo il 10 febbraio 2014.
Mi piace pensare alla vita come ad una strada aperta, un incrocio di sentieri già battuti e di altri ancora da tracciare. 
Un bambino che nasce ha un mondo intero che gli si apre davanti e l'augurio più bello che gli si possa fare è "andare".
A mio nipote Alessandro ho augurato di mettersi in cammino nel mondo e di farlo con leggerezza. La leggerezza di chi sa fermarsi, ascoltare, ricevere, discernere; di chi sa liberarsi dalle strette che lo condizionerebbero; di chi sa percorrere un sentiero che lo conduca ovunque scelga di andare.

Come zia appassionata di cucito creativo, non potevo limitarmi a scrivere un semplice biglietto, così ho cercato di racchiudere il mio personale messaggio in un manufatto. 



Ne è nato un festone trascinato da un simpatico aeroplano: il nome Alessandro vola alto su un morbido e colorato cuscino raffigurante un mondo che attende solo di essere esplorato. 




Che cosa ne pensate? Sono riuscita nel mio intento?



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